Il Servizio Civile diventa Universale

A 16 anni dalla sua istituzione, il Servizio Civile cambia e diventa universale.

Lo scorso 10 Febbraio è stato approvato il primo Decreto legislativo di attuazione della legge delega n. 106/2016 di riforma del “Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale”, con l’intento di far partecipare sempre più giovani al mondo del sociale nel ruolo di difensori della Patria, in stretto legame con la storia del servizio civile nazionale e dell’obiezione di coscienza al servizio militare.

Il nuovo istituto, aperto a tutti i giovani, italiani e stranieri, tra i 18 e i 28 anni, prevede innanzitutto una maggiore flessibilità sia oraria, riducendo il servizio da 30 a 25 ore settimanali, sia di durata, con la possibilità di prestare servizio da 8 a12 mesi, per favorire la conciliazione con le esigenze di vita e lavoro dei giovani in questo momento storico profondamente segnato dalla crisi occupazionale, ma anche la possibilità di definire criteri per il riconoscimento e la valorizzazione delle competenze acquisite, spendibili nel mondo del lavoro.

È stata inoltre sancita definitivamente la possibilità per gli operatori volontari impegnati in interventi da realizzarsi in Italia di svolgere 3 mesi di servizio civile in uno dei Paesi dell’Unione europea. Ovunque svolgano il loro operato, le finalità del servizio civile universale sono perseguite sempre mediante programmi di intervento specifici che coprono tutti i settori chiave del mondo sociale.

Allo Stato sono attribuite le funzioni di programmazione, controllo, verifica e valutazione del servizio civile universale, mentre cambia il ruolo delle Regioni e delle Province autonome che partecipano alla realizzazione degli interventi di servizio civile universale negli ambiti di loro competenza, così come stabilito dai recenti pronunciamenti della Corte Costituzionale.

Sono Enti di servizio civile universale quei soggetti pubblici e privati che, iscritti presso un apposito Albo, presentano i programmi di intervento e ne curano la realizzazione. A tal proposito è stato confermato il limite di sedi minimo per l’accreditamento degli enti a 100, per cui le realtà più piccole oggi esistenti sono costrette ad aggregarsi per poter continuare ad operare nel sistema del nuovo servizio civile universale, anche se è stata introdotta una ripartizione regionale dell’Albo nazionale prevedendo in questo caso un numero minimo di 30 sedi.