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Proroga da 18 a 24 mesi per adeguare gli statuti

Prorogati da 18 a 24 mesi i termini per adeguare gli statuti degli enti  del Terzo settore al nuovo quadro normativo.
Ed è in vigore anche il ripristino, per le organizzazioni di  volontariato, dell’esenzione dall’imposta di registro sugli atti  costitutivi e su quelli connessi allo svolgimento delle attività  statutarie.
E’ stato infatti pubblicato, sulla “Gazzetta Ufficiale” n. 210 del 10  settembre 2018, il decreto legislativo n. 105 del 3 agosto 2018, che  integra e corregge il Codice del Terzo settore (decreto legislativo 3  luglio 2017, n. 117) con la previsione di un maggior controllo sui conti  dei bilanci degli enti interessati.
Dunque, Onlus, organizzazioni di volontariato e associazioni di  promozione sociale, esistenti prima della riforma, hanno tempo fino al 3  agosto 2019, non più fino al 3 febbraio 2019, per adeguare gli statuti  alle nuove disposizioni.

In caso di modifiche per uniformarsi alle nuove disposizioni  inderogabili o per escludere l’applicazione di nuove disposizioni  derogabili, gli enti potranno deliberare gli adeguamenti con le modalità  e le maggioranze dell’assemblea ordinaria.
Gli enti del terzo settore possono indicare le attività di interesse  generale e quelle secondarie nel bilancio di esercizio (e non in un  apposito documento contabile), rappresentativo della situazione  patrimoniale, economica e finanziaria dell’ente, da redigere entro 6  mesi dalla chiusura dell’esercizio annuale. Per le modalità di  rendicontazione delle attività diverse è previsto che il carattere  strumentale e secondario potrà essere documentato alternativamente nella  relazione di missione, in una annotazione in calce al rendiconto per  cassa o nella nota integrativa al bilancio, a seconda del sistema di  rendicontazione in concreto adottato.
Gli enti con entrate inferiori a 220mila euro possono redigere il  bilancio nella forma di rendiconto per cassa.
E’ eliminato il termine di quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio per  la redazione dello specifico rendiconto previsto ai fini fiscali per le  raccolte fondi.
Il correttivo prevede un maggior controllo sui conti dei bilanci degli  enti del Terzo settore: oltre al controllo contabile già previsto, è  introdotto l’obbligo di sottoporre a revisione legale dei conti gli enti  del Terzo settore di maggiori dimensioni.
Al superamento dei limiti dimensionali fissati – totale dell’attivo  dello stato patrimoniale superiore a 1.100.000 euro, ricavi, rendite,  proventi e altre entrate superiori a 2.200.000 euro, dipendenti occupati  in media superiori a 12 unità – la revisione legale dei conti potrà  essere affidata al medesimo organo di controllo, laddove sia composto
interamente da revisori iscritti nell’apposito registro.
La personalità giuridica si mantiene anche dopo l’iscrizione al Registro  unico nazionale del Terzo settore (Runts, non ancora costituito),  poiché: “l’efficacia dell’iscrizione nei registri delle persone giuridiche di cui al DPR 361/2000 è sospesa fintanto che sia mantenuta l’iscrizione nel registro unico del terzo settore. Nel periodo di sospensione, le predette associazioni e fondazioni non perdono la personalità giuridica acquisita con la pregressa iscrizione e non si applicano le disposizioni di cui al DPR 361/2000”.